Il 'caso' Zerilli- Marimò: la Casa Italiana della NYU raccontata all'Università degli Studi di Milano

Antonella Iovino (April 27, 2011)
Le attività espositive e culturali dell'istituto newyorkese diventano oggetto di analisi alla Facoltà di Storia dell'Arte di Milano

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La Casa Italiana Zerilli-Marimò è sorta grazie all'iniziativa filantropica della baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò in memoria del marito Guido, molto legato alla cultura italiana e alla città di New York. Per volontà della baronessa la Casa ospita anche il centro di Italianistica, prima unito al Dipartimento di Studi Francesi della New York University. Con la donazione di quattro milioni di dollari è stato acquistato e ristrutturato il bellissimo edificio che ne fa da sede, sito nel 'lower west side' di Manhattan. La casa ha festeggiato nel 2010 venti anni di attività.

Il professor Giorgio Zanchetti ha coordinato il lavoro di ricerca di Lorenza Anselmi per il corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali presso la facoltà di Storia dell'Arte del'Università di Milano: un'analisi sulle attività svolte dalla Casa Italiana dal 1990 al 2010, che si è conclusa con la discussione della tesi di laurea della studentessa.

Della Casa Italiana Zerillì-Marimò sono stati studiati il contesto, la storia, il modello organizzativo e la strategia culturale.

Sono stati dapprima identificati i tratti specifici della cultura italiana a New York, le istituzioni e le iniziative di promozione attive sul territorio: l'Istituto Italiano di Cultura, L'Italian Academy della Columbia University, Il Calandra Institute della City University di New York, il Centro Primo Levi, il MoMa PS1. Ciascuno di questi istituti dà un taglio diverso alla propria attività di promozione della cultura italiana a NY, città che, come mostra il lavoro, è la più accogliente nei confronti della produzione italiana, sia classica che contemporanea. Infatti, se il Calandra Institute dà grande spazio alla cultura italo-americana nel suo complesso, il Centro Primo Levi, invece, si concentra sulla comunità ebraica italiana; una dimensione più accademica e formativa viene data da altri istituti come l'Italian Academy.

Si è passati allo studio della fondazione: la sua nascita, la storia dell'edificio, lo status giuridico, gli aspetti economici, il rapporto con il Dipartimento di Italiano della NYU e la tipologia delle iniziative. Le attività si dividono in spettacoli, musica, letteratura, politica ed economia, arti visive. Infine sono stati analizzati le prospettive future e il pubblico di riferimento, attraverso una ricerca condotta sulle aspettative, le opinioni e i livelli di apprezzamento.

Il lavoro si è svolto attraverso un'accurata attività di archiviazione svolta nell'autunno 2007. E' emerso che l'attività della Casa Italiana tende a diversificare le sue proposte tenendo conto sia della dimensione storica che di quella contemporanea della cultura italiana. Grande attenzione viene rivolta, nello spazio dedicato alle arti visive, ai giovani artisti attivi nell'ultimo decennio. Oltre alla tradizione, Lorenza Anselmi fa notare come ci sia un grosso impegno quindi da parte della fondazione per la contemporaneità: troppo spesso, infatti, si racconta l'Italia del passato, la grandezza dell'Impero Romano o la magnificenza della cultura rinascimentale, dimenticando le attuali espressioni artistiche e culturali. E` l'Italia di oggi solo cucina, moda o design?

In risposta a questo quesito la tesi mostra le numerose presentazioni di scrittori italo-americani contemporanei che la Casa Italiana organizza. Essere parte della New York University permette alla fondazione di avvicinarsi alle tematiche di reale interesse del mondo americano verso la cultura italiana. Lo sforzo della fondazione è anche quello di dare continuità alle attività proposte, riuscendo a garantirsi un gruppo di frequentatori assidui, 'gli amici della casa', mantenuti in aggiornamento continuo dal sito web della casa attraverso informazioni sugli eventi, video ed interviste sulle iniziative passate.

Una futura collaborazione con centri culturali ed enti italiani ed un maggiore coinvolgimento del pubblico giovanile andrebbero altrettanto ricercati. Queste le conclusioni del lavoro di Lorenza Anselmi: una ricerca che ha portato a conoscenza del pubblico italiano l'impegno continuo della promozione dell'Italia all'estero. Troppo spesso, infatti , l'Italia sembra dimenticare di avere delle importanti 'estensioni culturali' cui dovrebbe riservare maggiore attenzione, nella prospettiva di raccontare se stessa all'estero e raccogliere le risposte dei vari pubblici, in uno scambio che non può altro che arricchire.

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