All'Ortigia Film Festival: no all'omertà

Monica Straniero (July 19, 2021)
Il film di Marcello Di Noto apre alla speranza di smuovere le coscienze per combattere la mafia.

Presentato in concorso all'Ortigia Film Festival, dopo il passaggio alla Festa del cinema di Roma 2020, nella sezione preapertura e da giovedì 19 agosto nelle sale, l'opera prima del regista siciliano è ambientato in una non ben definita area del litorale campano (ma il film è stato girato tra Bari e Polignano a Mare nell’estate 2019 ). Racconta la storia di Denis, musicista talentuoso e adorabile donnaiolo, che si diverte a traino del business neomelodico, facendosi meno domande possibili sulla propria vita, su quella degli altri, sul presente e sul futuro.

Denis ha sempre sulle labbra quello strano sorriso di uno a cui hanno raccontato una barzelletta, ma non crede di averla capita. E sarebbe continuato tutto così se una notte, per caso, non si fosse trovato a bordo dell’auto contro la quale viene aperto il fuoco per un regolamento di conti. Lui ne esce illeso – vedendo in faccia l’assassino, un killer solitario – ma ammazzano davanti ai  suoi occhi Nina, animatrice di feste per bambini e sua unica vera amica. Nina era “nel posto sbagliato al momento sbagliato”, come le centinaia di vittime innocenti delle mafie. Denis vorrebbe denunciare ma metterebbe a rischio la sua vita e quella di Marian, la fidanzata di Nina.

Attraverso la storia di un musicista e donnaiolo, Di Noto racconta l’impatto che l’illegalità, l’omertà e la rassegnazione, hanno sulla coscienza delle persone. Denis non può fare a meno di accorgersi che il futuro non esiste, almeno quando cammini nel bagnasciuga delle logiche malavitose. "E' costretto a fare qualcosa e decide di farlo ben sapendo che non ha gli sturmenti per uscire da una situazione che è certo lo metterà in serio pericolo" - racconta ancora il regista - e l'incontro con Marian e il suo amore per lei lo porteranno a compiere una scelta estrema".

 Il regista mette in scena un teatro di omertà fatto di canzonette neomelodiche scritte sulle musiche di Michele Braga, che nascondono una presunta spensieratezza e superficialità del protagonista usate come corazza per sopravvivere in un tempo che non sembra il suo. La lenta presa di coscienza di un sistema corrotto che poggia sull'indifferenza della gente si accompagna ad una narrazione leggera che non calca mai la mano sul dramma anche quando punta il dito contro i colpevoli.

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