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Articles by: Paola Medori

  • Arte e Cultura

    Milena Vukotic: Federico Fellini mi ha cambiato la vita

    Attrice eclettica e versatile, Milena Vukotic, classe 1935, è tra le più apprezzate protagoniste italiane del cinema, teatro e televisione. Il debutto sul grande schermo è avvenuto nel 1960 ne Il Sicario di Damiano Damiani. Ha lavorato in oltre 120 film con maestri quali Monicelli, Fellini, Lina Wertmüller, Lattuada, Lizzani, Dino Risi, Bertolucci, Tarkovskij, Oshima, Buñuel, e nella celebre serie dei Fantozzi accanto all’indimenticabile Paolo Villaggio. Nella sua lunga carriera ha reso unico ogni personaggio da lei interpretato. In teatro ha lavorato con nomi come Strehler, Zeffirelli, Enriquez, Paolo Poli, ricevendo nel 2002 il Premio Eleonora Duse e nel 2014 il Premio Flaiano alla carriera. Sempre in teatro celebri le sue interpretazioni in Lasciami andare madre di Lina Wertmüller, Regina madre con Antonello Avallone e Sorelle Materassi di Geppy Gleijeses. Un altro premio al suo talento si aggiunge così ai numerosi che ha conquistato negli anni.

    Milena Vukotic ha ricevuto il Premio Speciale Sangemini alla Carriera alla XI edizione di Ortigia Film Festival della città di Siracusa.

    Ha lavorato con l’istrionico Federico Fellini, una figura fondamentale per lei da quando vide a Parigi per la prima volta La strada.

    Studiavo danza e teatro a Parigi quando un giorno mi sono imbattuta nella visione de La Strada di Fellini ed è stato in quel momento che è stattata la scintilla per il cinema. In quel periodo ero alla ricerca di nuovi stimoli. Quel film è stato un segno del destino. E così mollai tutto e sono ritornata a Roma con l'unico desiderio di incontrarlo. A quei tempi mai avrei immaginato che Fellini avrebbe fatto per sempre parte della mia vita.

    Ci racconta il primo incontro?

    A Roma ho fatto i primi passi in Tv con Gian Burrasca di Lina Wertmuller. All'appuntamento con Fellini avevo con me una lettera di presentazione che è rimasta in tasca perchè lui mi mise subito a mio agio. E poi anche il mio primo ruolo in un suo film: "Giulietta degli Spiriti" del 1967.

    Che rapporto siete riusciti a costruire nel tempo?

    Fellini è riuscito a far emergere parti di me che neppure conoscevo. Ed anche per questo è nato un legame autentico.  Con lui e con Giulietta Masina. Ad unirci non era solamente la collaborazione artistica ma soprattutto un'amicizia profonda che ha segnato la mia vita. Nutrivo una  ammirazione enorme per lui. Un giorno sono andata sul set di Ginger e Fred e sono rimasta incantata dalla magia della sua direzione. Federico era molto allegro e spiritoso. Si rideva molto con lui. I nostri incontri erano sempre una grande festa.

    Tra i registi americani vede un suo erede?

    No. Finora non immagino nessuno con quel talento e quella capacità visionaria di interpretare la realtà. Fellini è stato unico e tale rimane nella storia dell’arte. Le emozioni che mi ha dato sono indescrivibili. Ogni volta che rivedo i suoi film ritrovo il genio del cinema mondiale. I suoi capolavori hanno influenzato intere generazioni di registi, e negli Stati Uniti sono ancora molti coloro che traggono ispirazione dal suo film più iconico, La Dolce Vita.

    Se lei fosse stata un’attrice americana da chi avrebbe voluto essere diretta?

    Da Woody Allen, in assoluto. Come Fellini, è unico e inimitabile. Sono stati entrambi perconaggi controversi ma capaci di avere uno sguardo lucidissimo sulla realtà e di una scrittura dissacrante.

    Come è cambiato il cinema contemporaneo?

    C’è tanto talento in Italia ma le difficoltà economiche, sociali e un governo diviso ed incapace di sostenere l’arte cinematografica, impediscono a una risorsa come il cinema italiano di diventare un volano dell'economia. Non è un periodo storico facile per l'Italia, anzi penso che sia tra i più disastrosi, ma l'innato senso per l'arte che ha segnato la nostra cultura per millenni aiuterà questo nostro Bel Paese a ritornare ai fasti del passato.

    Il cinema è stato attraversato negli ultimi due anni da tanti scandali. Da quello più eclatante, è nato il movimento MeToo. Che ne pensa?

    Gli scandali hanno fatto la storia del cinema. Situazioni come quelle denunciate dal movimento sono sempre esistite e continuano ad accadere. Ma è un bene che oggi se ne parli e che certi fatti siano venuti a galla. Eppure non sono convinta che cambierà molto negli equilibri di forza tra produttori, registi e atttrici. Anche sul fronte della parità salariale, che negli Stati Uniti è argomento di scontro tra colleghi uomini e donne, c'è ancora molto da fare ma voglio essere ottimista e augurarmi che a breve arriveranno le prime conquiste.

  • Arte e Cultura

    Mogol: Con il Berklee College un progetto per la musica classica

    Giulio Rapetti, in arte Mogol, autore delle più celebri canzoni della musica italiana, è stato premiato all’Ortigia Film Festival di Siracusa con il Premio Speciale OFF11 Sangemini alla Carriera. Negli Stati Uniti solo un anno fa il famoso paroliere ha ricevuto un riconoscimento per la sua opera dal Berklee College. A questo proposito è allo studio un gemellaggio tra la famosa scuola di musica e il Cet, il Centro europeo di Toscolano – la cittadella che l’artista ha costruito tra i boschi umbri, in cui ha investito tutti i diritti dei suoi testi. Un progetto che vuole diffondere la musica classica a livello internazionale, soprattutto tra i giovani.

    Mogol, il poeta della musica italiana, ha lavorato al fianco di grandi cantanti come Battisti, Mina, Riccardo Cocciante, Adriano Celentano, Mango, Gianni Morandi e tanti altri. Le sue opere letterarie seguono la traccia delle note per realizzare pietre miliari della musica che gli hanno permesso di ottenere il primo posto nelle classifiche per ben 121 volte in carriera.

    E pensare che all’inizio quel nome “Mogol”, pseudonimo del generale delle marmotte, non gli piaceva. Poi nel tempo mi ha portato fortuna”.

    Che cosa hai imparato dal mestiere della vita?

    L’assoluta libertà. Vivere non al servizio di nessuno, non inseguendo il successo ad ogni costo, cercare di piacere a tutti. La libertà di trasformare la musica in parole. Le mie canzoni seguono un percorso dove la musica si adagia sulle parole per creare la melodia perfetta. Prendo ispirazione dal mio vissuto, dalle esperienze che hanno segnato la mia vita. Fare spazio alla voce del cuore per raccontare l’autenticità.

    Cosa la ispira quando scrive?

    Credo in Dio e penso che sia una fonte di ispirazione privilegiata. Bisogna comunque guardare alla vita vera, quella che viviamo quotidianamente. Molto spesso si realizzano delle fiction per conquistare ascolti, però quando si riesce a produrre la vita vera ha un altro colore, un’altra fragranza e luce. Io scrivo di situazioni ed emozioni dove la gente si riconosce. Tutti viviamo gli stessi sentimenti. E si capisce se un testo è tratto dalla vita.

    Qual è la canzone che ancora la emoziona?

    Sono molte le canzoni che ho scritto e poi non mi ricordo di averlo fatto. Per altre quando le sento come ascoltatore mi ritrovo sempre a essere soddisfatto di quello che ho creato.

    Sodalizio con Battisti. Come è iniziato tutto?

    Lucio mi è stato presentato da un’amica che voleva promuoverlo come nuovo cantante nel firmamento della musica italiana. La prima impressione non è stata esaltante ma poi abbiamo provato a fare qualcosa. Così è nata il 29 settembre. Battisti aveva una cultura musicale vasta e assorbiva tutto. E poi mi capiva al volo.

    Le sue canzoni sono in 523 milioni di dischi venduti nel mondo…

    È un risultato incredibile che mai mi sarei aspettato. Di sicuro ci sono 121 canzoni che hanno conquistato le vette delle classifiche internazionali

    È ospite dell’Ortigia Film Festival, qual è il suo rapporto con il cinema?

    Mi piace vedere film ma non ho pensato di realizzarne uno. Comunque le mie canzoni sono dei piccoli film. La mia creatività si esprime nella scrittura.

     
  • Art & Culture

    Joe Capalbo Brings Lucania to the US

    Gigi Roccati’s film “Lucania Terra Sangue e Magia” won three Grand Jury Remi Awards at the 52nd WorldFest Houston International Film Festival: Best Foreign Film, Best Actress (Angela Fontana) and Best Editing (Annalisa Forgione.) The film entered the Festival thanks to the support of the Italian Consulate in Los Angeles, who submitted the film to the Italian section PANORAMA ITALIA and collaborated with the Festival to obtain the Director's participation. Presented at Bif&st - Bari International Film Festival as part of the New Italian Cinema section, it tells of a magical and inaccessible world, between mountain and sea, where nothing is as it seems. Here live Rocco, a strict father and his daughter Lucia.

     

    We interviewed actor and producer Giovanni Capalbo, who chose Gigi Roccati to tell this story. This is Roccati’s second feature film after Babylon Sisters, which came out in 2017.

     

    Where did the idea for this film come from?

     

    It came from the desire to tell of an ancient world that exists within the contemporary one, my native land: Lucania. The first draft of the story dates back to October 2014, since then we’ve been searching for funds. The choice of on-site locations and casting took two years, because we felt it was necessary to select emblematic places and faces to fit the narrative about an ancestral land.

     

    The film is a tribute to a land that is dying but that can still survive

     

    The rural world as we remember it has disappeared but a mystical atmosphere still lingers in those territories hidden between the mountains, whose memory we are starting to forget. A rural society swept away by unkept promises of industrialization. The film therefore is intended as an homage to a land that Ernesto De Martino used to call “the magic triangle” and which has been cut out from metropolitan routes. It speaks of a defeated people fighting to survive, guided by a spark of hope, embodied by Lucia, a wild girl searching for herself.

     

    Ancestral landscapes: magical places but also victims of environmental destruction and pollution

     

    Lucania is also the story of an abused land. We have to change our perspective on this suffering Earth. We need people to voice the injustice suffered by that part of Lucania living and dying in the oil regions. There are ecological bombs that remain buried for years. These are socially relevant themes that we didn’t want to approach as a documentary but rather by highlighting that magical atmosphere that enables these lands to resist in today’s society. And not only that, we wanted to give a voice to those who still live in those lands to carry on their traditions and preserve their memories.

     

    A conflict between ancient and modern that is also revealed in the relationship between father and daughter

     

    The ancient and modern world collide also through the generational clash between the father, Rocco, a man tied to his land like a tree, and his daughter Lucia, mute since the death of her mother Argenzia. Rocco believes she is crazy and therefore submits her to the healing rites of a country witch. As he tries to defend his land from people offering him money to dump toxic waste into it, he kills someone and has to flee across the mountains on foot to save his daughter. From this moment, Rocco’s redeeming journey begins as does Lucia’s formative journey. A long walk through the beauty of nature and then the harshness of a dying land.

     

    It was well received at the Houston Festival, the oldest in the United States

     

    The film will come out on May 30 in Italy and at the end of the year in the US. The recognition of WorldFest Houston International Film Festival is a great achievement for independent Italian cinema. The goal is to bring international awareness to a wild territory, whose ancient stories persist to this day, echoed by the folk sounds of Antonio Infantino, who recently left us after having gifted us with an unforgettable sequence that gives sound to history, like the old man who helps Lucia regain her voice.  

     

  • Arte e Cultura

    Lucania con Joe Capalbo a breve negli Stati Uniti

    Il film Lucania terra sangue e magia di Gigi Roccati ha vinto tre Grand Jury Remi Award al 52 WorldFest Houston International Film Festival come miglior film straniero, migliore attrice (Angela Fontana) e miglior montaggio (Annalisa Forgione). Il film ha partecipato al WorldFest di Houston grazie al sostegno diretto dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles che ha segnalato la pellicola per l’inserimento nel programma della sezione italiana del Festival, PANORAMA ITALIA, e ha collaborato con il Festival per far partecipare il regista. Presentato al Bif&st-Bari international film festival nella sezione Nuovo cinema italiano, racconta di un mondo magico e inaccessibile, racchiuso fra le montagne e il mare, dove niente è come sembra. Qui vivono Rocco e Lucia, un padre severo e sua figlia Lucia.

    Abbiamo intervistato l’attore e produttore Giovanni Capalbo, che per raccontare questa storia ha scelto Gigi Roccati, al suo secondo lungometraggio dopo Babylon Sisters, uscito nelle sale nel 2017

    Come nasce l’idea del film?

    L’idea del film nasce dalla volontà di raccontare un mondo antico nel contemporaneo della mia terra natia: la Lucania. La prima stesura della storia risale all’ottobre del 2014, da allora abbiamo iniziato la ricerca delle risorse. La scelta delle locations e il casting sul territorio sono durati due anni, perché abbiamo ritenuto doveroso selezionare luoghi e volti emblematici, aderenti alla narrazione del film che racconta una terra ancestrale.

    Il film è un tributo a una terra che muore ma che può ancora vivere

    Il mondo contadino così come lo ricordiamo è scomparso ma è ancora intriso di un’atmosfera mistica. Sono quei territori rurali nascosti tra le montagne di cui si sta perdendo memoria. Una civiltà contadina spazzata via dalle promesse, mai mantenute, di industrializzazione. Il film vuole quindi essere un omaggio a una terra che Ernesto De Martino chiamava "Il triangolo magico" e che è stata tagliata fuori dalle rotte metropolitane. Parla di un mondo dei vinti che lotta per sopravvivere e in cui si accende una luce di speranza, incarnata da Lucia, una ragazza selvatica alla ricerca della propria consapevolezza di donna.

    Paesaggi ancestrali, luoghi magici ma anche di distruzione ambientale ed inquinamento.

    Lucania è infatti anche la storia di una terra abusata. Dobbiamo cambiare il punto di vista sulla terra che vuole gridare il suo dolore. Abbiamo bisogno di persone che urlano il senso di ingiustizia per quella parte della Lucania che vive nelle zone petrolifere e che sta morendo. Ci sono bombe ecologiche che restano sepolte per molti anni. Sono tematiche di rilevanza sociale che non si volevano affrontare con piglio documentaristico ma mettendo in luce quell’atmosfera magica che ancora permette a queste terre di resistere in una società ormai imborghesita. Ma non solo. Si voleva dare voce a chi continua a vivere in quelle terre, a tramandarne le tradizioni, a preservarne i ricordi.

    Un conflitto tra antico e moderno che si rivela anche attraverso il rapporto tra padre e figlia

    Mondo antico e moderno che si confrontano anche attraverso un conflitto generazionale tra il padre, Rocco, un uomo legato alla sua terra come un albero, e sua figlia Lucia, muta dalla morte della madre Argenzia che lui crede pazza e per questo la sottopone ai riti di guarigione di una maga contadina. Quando Rocco si ritrova a difendere la propria terra contro chi gli offre di seppellire rifiuti tossici in cambio di denaro, ammazza un uomo e si trova costretto a fuggire a piedi per le montagne cercando di salvare la figlia. Da questo punto inizia il viaggio di espiazione di Rocco e il viaggio di formazione di Lucia. Un lungo cammino attraverso la bellezza di una natura rigogliosa, e poi la durezza di una terra morente.

    Al Festival di Huston, il festival più antico degli Stati Uniti il film ha ricevuto un’ottima 'accoglienza 

    Il film uscirà in Italia il 30 maggio e negli Stati Uniti a fine anno. I riconoscimenti al WorldFest Houston International Film Festival sono un grande risultato per il cinema italiano indipendente. L’obiettivo è portare all’attenzione internazionale un territorio selvaggio il cui eco di storie antiche arriva fino ad oggi anche grazie ai suoni folk di Antonio Infantino, recentemente scomparso, dopo aver regalato una indimenticabile sequenza nel cuore della storia, come il vecchio che restituisce la voce a Lucia.